Home Su

 

BACCARI

 

Stemma ecclesiastico di mons. Francesco Baccari

 

La famiglia Baccari (anche Baccaro o del Baccaro o de Bacchariis), giunta a Capracotta, abitò nei quartieri “nuovi” (quartieri sorti a Mezzogiorno dell’abitato, tra il 1400 ed il 1505) detti di S.Antonio di Padova e S. Maria. Qui sorse il palazzo Baccari, vicino al quale sorgeva una cappella dedicata a S. Maria, che si presume fondata da questa famiglia, poiché il piano soprastante la cappella era occupato da un convento o rifugio dei Frati Francescani, fondato nel 1546 da Donato Baccari.

Diversi membri della famiglia si addottorarono in legge; oltre ai fratelli mons. Nuntio e mons. Francesco, si ricorda Gerardo (n. a Capracotta) laureatosi nel 1724.

Sul libro dei fuochi del 1561, sono annotati il Magnificus Bernerdinus Baccarius con la moglie Giulia, e Johannes de Baccaro.

La famiglia possedeva un altare di jus patronato nella chiesa matrice, dedicato allo Spirito Santo e a S. Caterina.

I Baccari furono annoverati tra i più ricchi armentari del Molise, locati della Dogana di Foggia a partire dal 1600 con Giovanni Baccaro (forse figlio di Giulio). Possedettero il feudo di Staffoli e metà di quello di S. Mauro, nei pressi di Agnone. Nel 1489 i Baccari acquistarono dalla famiglia Carafa la terza parte del castello disabitato di Staffoli che, nel 1492, risulta intestato a Colarosa e Isaia Bachariis di Capracotta. Nel 1540 la sesta parte del medesimo feudo viene intestata ad Andrea de Rosa de Bachariis per successione all'avo paterno Giacomo de Rosa de Bachariis. Nel 1571, invece, l'intero feudo di Staffoli è intestato a Quintiliano de lo Baccaro alias de Rosa di Capracotta, che succede al padre Nicola de Rosa de lo Baccaro. Essendo deceduto Quintiliano, nel 1572 il feudo viene intestato a suo fratello Altavilla de lo Baccaro alias de Colarosa. Nei documenti relativi a quest'ultima intestazione, viene nominato anche il feudo di S. Mauro.

A causa di una contesa iniziata con la famiglia de Majo, i Baccaro per superiori ordini, forse dell’autorità civile, forse di quella ecclesiastica, furono costretti ad abbandonare Capracotta e si trasferirono a Bonefro (infatti qui nacquero e vissero Serafino che frequentò la facoltà di medicina per il diploma di speziale conseguito nel 1754 e Beniamino, laureato il legge nel 1797); i di Majo, dal canto loro, si trasferirono a Deliceto. Si narra che avviatisi per l’esilio, due degli antichi contendenti si incontrarono ad una fonte e, vinti dalla tristezza e dalla nostalgia per aver dovuto abbandonare il paese natio, si riappacificarono tra le lacrime: la fonte da allora si chiamò Fonte del pianto. Gran parte dei fabbricati e terreni dei  Baccari, secondo quanto scrive il Campanelli, furono venduti all’asta e acquistati dalla famiglia Conti; alcuni terreni da Agostino Campanelli.

In Bonefro si ricordano Vincenzo Baccari, rappresentante al Consiglio Provinciale per l’anno 1861, ed i sindaci Francesco (1818-1822), Paolo (1829-1832), dott. Alberindo (1873-1873 e 1884-1885), Gennaro (1876-1878; 1885-1886; 1890-1892), dott. Filippo (1893-1894), Paolo (1905-1910).

Una famiglia Baccari fu ascritta al seggio nobile detto di S. Matteo, nella città di Sessa. Il Crollalanza ricorda i Baccari di Velletri a cui appartenne tale Vespasiano consigliere e priore della sua patria fin dal 1654. Alzava come arma: d’azzurro alla fascia d’oro sormontata da un toro passante al naturale e accompagnata in punta da vari ramoscelli verdi, caricati di bacche d’oro.

 

Tra gli appartenenti alla famiglia di Capracotta si ricordano:

 

Mons. Nuntio de Baccariis (Capracotta 1 mar. 1670[1], + Roma 10 gen. 1737), di Filippo e Cesarea Baccari, conseguì le lauree in Legge e Teologia a Napoli e fu investito dal pontefice Benedetto XIII dell’Ufficio  di Vice-Reggente in Roma, incarico che gli fu confermato da Clemente XII. Intanto, il 5 febbraio del 1718, altro pontefice, Clemente XI, lo aveva nominato Vescovo di Bojano. In seguito venne nominato Consultore del Sant’Uffizio ed esaminatore dei Sacri Canoni dei Vescovi; 

Mons. Francesco Baccari (Capracotta 8 ott. 1673, + Cerreto, 23 mag. 1736), fratello del precedente, conseguì le lauree in Legge e Teologia e fu nominato Vescovo di Telese nel 1722. In occasione dell’istituzione delle Suore della Carità, promossa da S. Vincenzo dé Paoli, ne curò in modo particolare la fondazione insieme a Luigia di Marillac. Nella chiesa di Capracotta è posta una lapide che ricorda la benedizione da lui impartita (1723) per la riapertura dell’edificio dopo i primi lavori di restauro. Il canonico Rossi, nel Catalogo dei Vescovi Telesini, racconta che mons. Francesco Baccari predisse il giorno della sua morte;

 

Giovan Prospero, fratello dei precedenti, sposò Antonia figlia del gentiluomo napoletano Diego Porpora, Tesoriere di Chieti;

 

Andrea de lo Baccaro, possedeva insieme a Nicola de Rosa e Vincenzo d’Eboli, una parte del feudo di Scafari.

 

Paola Baccari sposò Leonardo Ciccorelli da cui nacque Marzia che andò in sposa a Gregorio Carugno, padre di Amicantonio Governatore del duca di Capracotta.

V. collegamento genealogico discendente: da Paola Baccari ad Alfonso di Sanza d'Alena.


 

horizontal rule

[1] Il Campanelli, invece, indica come data di nascita il 1667.

 

Bibliografia:
Descrittione del Regno di Napoli - O. Beltrano;
Dizionario Storico Blasonico - G.B. di Crollalanza;
I Feudi nel Contado di Molise - M. N. Ciarlieglio - Palladino Editore, Campobasso, 2013;
ll Molise dalle origini ai nostri giorni - voll. I, III e IV - Giambattista Masciotta, Campobasso 1958;
Il Territorio di Capracotta - Luigi Campanelli, Ferentino 1931;
Il Molise e la transumanza - Pasquale di Cicco, Iannone Ed. 1997.

 

Documenti:
Catasto Onciario di Capracotta, 1743;
Status Animarum di Capracotta, 1741;
Libro dei Fuochi di Capracotta, 1732.