Arma: d'azzurro, alla colonna d'argento, cimata da un'aquila d'oro, armata di rosso, accompagnata in capo da cinque stelle di sei raggi d'argento male ordinate, sostenuta da due leoni controrampanti d'oro, armati e lampassati di rosso, il sinistro trafitto da cinque frecce.
L'immagine rappresenta una delle poche testimonianze che rimangono dello stemma di famiglia, esposto sulla cappella sepolcrale nel cimitero di San Pietro Avellana (attualmente di proprietà del ramo di Sanza d'Alena).
Lo stemma è caratterizzato da una particolarità, ossia le cinque frecce che trafiggono uno dei due leoni, e precisamente il sinistro. La presenza di figure nobili, come il leone, rappresentate ferite o, come qualcuno preferisce, vulnerate, è molto rara nei blasoni. Ciò induce a ritenere che tali raffigurazioni siano il risultato di episodi ed avvenimenti accaduti in passato, quasi sicuramente legati a fatti d'arme, dei quali si è voluto lasciare menzione ai posteri raffigurandoli nello stemma.
Qui di seguito la ricostruzione dello stemma a colori (il disegno è stato realizzato da artisti dello Studio Araldico Pasquini).

Altra versione dello stemma (di seguito raffigurata), che differisce per alcuni particolari da quello esposto sulla cappella di famiglia, è conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato, e fu inviato dal XV Bar. Domenico Antonio d'Alena nel 1900 alla Consulta Araldica del Regno unitamente ad altri documenti.
Il disegno, purtroppo, non è accompagnato da blasonatura per cui, anche in questo caso, non è possibile conoscere gli smalti. Lo stemma, comunque, può essere così blasonato:
Ai due leoni affrontati, quello di destra addestrato da un pastorale posto in banda caricato da una mitra vescovile posta in palo, quello di sinistra sinistrato da due lance poste in sbarra e da un obice anche in sbarra. I leoni controrampanti a un fusto d'albero terrazzato, sostenente un'aquila accompagnata nel capo da cinque stelle di cinque raggi.
Un esempio sicuramente più antico della precedente versione, si trovava nella 'masseria' di Lorenzo d'Alena. L'immagine viene qui pubblicata per gentile concessione del Mar. Gabriele Pizzotti, figlio di D. Filomena dei Bar. d'Alena, (fu Federico).

Nel 1987, ricorrendo il centenario della nascita di Gaetano Alfonso di Sanza d'Alena (4 lug 1887), nonché la nascita del ramo discendente dal XVI Barone di Vicennepiane, D. Giuseppe d'Alena, il loro nipote, Alfonso M.P., pensò di celebrare questa ricorrenza con la creazione di un ulteriore stemma (in funzione di alias rispetto a quello avito), che avrebbe mutuato gli smalti ed alcune figure dall'arma antica di famiglia, facendolo registrare con l'attuale cognome.
Il 9 aprile del 1997, il Cronista Re d'Armi di Spagna, D. Vicente de Cadenas y Vicent, rilasciò a nome di Alfonso Maria Pietro di Sanza, il seguente stemma (registrato presso il Ministero di Giustizia del Regno di Spagna il 18 aprile dello stesso anno):

Arma: d'argento all'aquila spiegata d'azzurro e linguata di rosso, caricata con uno scudetto d'argento alla croce gigliata di rosso, traforata del campo. CIMIERO: un volo d'aquila d'azzurro.
In seguito i due stemmi vennero inclusi in un'unica arma inquartata, nella quale viene data la precedenza a quella antica ponendola nel 1° e 4° quarto (dall'ex libris realizzato dall'araldista Marco Foppoli):

Arma: inquartato: 1° e 4° d'azzurro, alla colonna d'argento, cimata da un'aquila d'oro, armata di rosso, accompagnata in capo da cinque stelle di sei raggi d'argento male ordinate, sostenuta da due leoni controrampanti d'oro, armati e lampassati di rosso, il sinistro trafitto da cinque frecce; 2° e 3° d'argento all'aquila spiegata d'azzurro e linguata di rosso, caricata con uno scudetto d'argento alla croce gigliata di rosso, traforata del campo. CIMIERO: un volo d'aquila d'azzurro.
L'immagine che segue mostra lo stemma di famiglia, così come realizzato, dal Rag. Michele Tota di Altamura.
