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Articolo pubblicato sul sito www.casadalena.it il 17 maggio 2019

 

 

 Il registro Araldico Italiano in edizione cartacea.

 

di ALFONSO DI SANZA D'ALENA

   

Centinaia e centinaia di immagini a colori, sparse nelle quasi settecento pagine del libro, compongono lo stemmario dato recentemente alle stampe dallo Studio Araldico Pasquini. Si tratta del primo volume del Registro Araldico Italiano, un istituto che censisce e, per taluni aspetti, tutela tutte le forme di espressione grafica attinenti all’araldica, elementi che fanno parte della nostra quotidianità, dei quali molto spesso, per distrazione o noncuranza, non ci accorgiamo nemmeno. Eppure sono tanti gli esempi di emblemi che vediamo ogni giorno, utilizzati per identificare e contraddistinguere un’amministrazione pubblica, una squadra di calcio, un’istituzione culturale, un’impresa commerciale o dei prodotti artigianali, un’istituto religioso, ecc. Tutte queste forme espressive trovano il loro posto all’interno del Registro, che è stato sistematicamente ordinato in sette parti, divise in sezioni, per ospitare, accanto ai tradizionali stemmi di famiglie e di enti, anche quelli goliardici, di proprietà, coniugali, gli emblemi celebrativi e commemorativi. Così accanto agli stemmi di note famiglie storiche (inserite nella Parte I) come, ad esempio quelle dei Medici di Ottajano, Chigi Albani della Rovere, d’Annunzio di Montenevoso, Caproni di Taliedo, de Filippis Delfico de Secada, troviamo quelli di ecclesiastici (Parte II, sez. I) tra cui anche quello del Vescovo di L’Aquila, Mons. Giovanni d’Ercole, o del Cardinale Tettamanzi; accanto a stemmi di famose firme commerciali (Parte IV) come Pineider e Trussardi o, per restare in Abruzzo, Cantine Dragani e F.lli Nurzia, troviamo, nella sezione dedicata agli “Enti” (Parte V) quelli dello Yacht Club Italiano, del Lions Club, delle squadre di calcio italiane, le insegne delle accademie della Crusca e dei Lincei, delle università di Ferrara e di Udine; accanto agli stemmi stranieri (Parte VI), tra cui il più conoscito è sicuramente quello di Sir Paul McCartney, gli stemmi goliardici (Parte II, Sez. III) e gli emblemi celebrativi e commemorativi (Parte VII). La maggioranza di questi stemmi è raffigurata con immagini a colori; per altri è riportata la sola blasonatura.

Un’apposita parte del Registro (Parte III) è dedicata alla pubblicazione degli alberi genealogici, scrupolosamente verificati dal curatore del Registro. Le ultime pagine del volume contengono i dati storici, araldici e genealogici, di alcune famiglie definite di distinta civiltà, delle quali è stata documentalmente verificata la sussistenza, per un congruo periodo di tempo, del requisito del cosiddetto more nobilium.

Notevole importanza rappresenta, a mio parere, anche da un punto di vista sociologico, la sezione dedicata agli stemmi moderni di famiglie (Parte II, Sez. II) perché testimonia l’esistenza di un fenomeno in controtendenza con la propensione, attualmente caldeggiata a più livelli, ad incoraggiare e favorire la nascita di una società globalizzata nella quale l’individuo è annientato attraverso un processo di omologazione. Infatti il consistente numero di famiglie che richiedono, oggi, la delineazione e la registrazione di uno stemma concepito ex novo, al fine di distinguere la propria famiglia da tutte le altre, evidenzia l’esigenza dell’uomo moderno di affermare la propria originalità, la propria individualità, la propria identità. Egli raccoglie il tesoro dei valori e degli ideali, frutto del proprio vissuto soggettivo, e lo trasfonde in simboli dotati di una forte valenza icastica (le figure araldiche degli stemmi), per consegnarlo ai posteri creando così una continuità di valori tra passato, presente e futuro, nonché per tutelare, attraverso questa originale traditio, la tipicità, la specificità, le caratteristiche peculiari, in definitiva la “storia”, di quel determinato nucleo familiare.

                  

 

Il volume è completato da cenni sulla storia dell’araldica e da una chiara spiegazione degli elementi che compongono uno stemma.

Questa prima edizione del Registro, rappresenta la versione cartacea delle registrazioni finora pubblicate sul web, all’indirizzo http://www.registroaraldico.it/index.php/il-registro. Entrambe le edizioni, cartacea e digitale, sono curate da Sebastiano Pasquini, titolare dello Studio Araldico Pasquini, specializzato in consulenze e ricerche araldico-genealogiche, perito in scienze antiche ed araldiche accreditato presso la Camera di Commercio di Chieti, che, pur avvalendosi dell’ausilio di collaboratori, cura personalmente e scrupolosamente tutte le istanze di iscrizione sul Registro che pervengono al suo studio. Per informazioni sulle modalità per ottenere l’iscrizione al RAI è possibile consultare il regolamento del Registro Araldico Italiano, raggiungibile all’indirizzo http://www.registroaraldico.it/index.php/regolamento.