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ACQUAVIVA (Acquaviva d’Aragona)

 

Feudi posseduti:

-          Abruzzo: Atri, Bellante, Bisenti, Calascio, Cansano, Canzano, Capestarano,  Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Cugnoli, Giulianova, Montefino, Morro d’Oro, Mosciano S.Angelo, Notaresco, Rocca Santa Maria, Sant’Omero (dal 1200 circa fino al 1644), San Valentino in Abruzzo Citeriore (XIV sec. circa), Teramo (XV sec. circa), Torricella Sicura, Tortoreto (1400 circa), Valle Castellana.

-          Molise: Campodipietra (1404 - ?), Cantalupo del Sannio, Limosano (XIV sec.ca.), Lupara (1404 – 1442), Ripabottoni, Vastogirardi (1310 – 1330).

 

Titoli:

-          Duca di Nardò dal 1516 (s.n.) mpr;

-          Duca d'Atri (s.n.) mpr, ric 1899 (Duchessa di Atri: Giulia di Francesco di Luigi);

-          Duca di Noci dal 1600 (s.n.) mpr;

-          Duca di Casalaspro e Pietragalla (s.n.) mpr, con anzianità dal 1726 (per successione della Casa Milazzi);

-          Conte di Conversano dal 1456 (s.n.) mpr;

-          Conte di Castellana (s.n.) mpr (per succesione Filomarino) con l'anzianità di Castellabate dal 1612;

-          Patrizio Napolitano, m. con il predicato dei Duchi di Atri (mf);

-          Nobile (mf).

 

Principali Residenze:

-          Napoli;

-          Giulianova.

 

Arma (le immagini che seguono, vengono pubblicate per gentile concessione del Nob. Cav. Dr. Lorenzo Longo de Bellis) :

Arma antica

Esistono due versioni:

a) d'oro al leone d'azzurro, linguato di rosso;

b) d'azzurro al leone d'oro

       

Stemma Acquaviva inquartato con le armi d'Aragona

Inquartato - nel 1° e 4° partito di 4 tratti:  a) d’Aragona, b) d’Ungheria, c) d’ Angiò, d) di Gerusalemme; nel 2° e 3° di Acquaviva.

 

       

idem

Inquartato: nel 1° e 4° controinquartato: 1) e 4) d’oro a quattro pali di rosso (Aragona); 2) e 3): interzato in palo: a) di rosso a quattro fasce d’argento (Ungheria), b) d’azzurro caricato di tre gigli d’oro (d'Angiò), c) d’argento alla croce potenziata di Gerusalemme d’oro; nel secondo e nel terzo partito: a) d’oro al leone d’azzurro linguato e artigliato di rosso, b) d'argento alla croce d'azzurro caricata di 5 crescenti montanti d'oro.

 

 

 

 

Chiarissima e storica famiglia, annoverata tra le 7 grandi case del Regno di Napoli, unitamente ai Sanseverino, d'Aquino, Ruffo, del Balzo, Piccolomini ed ai Celano. Fu aggregata al patriziato napoletano nel Seggio di Nido dal 1507, ed ascritta all’antico libro d'oro delle famiglie patrizie napolitane.

         La sua origine è germanica, probabilmente discendente dai Duchi di Baviera (come afferma anche il Mugnos). Si trasferì in Italia attorno X secolo (secondo alcuni autori vi giunse al seguito di Carlo Magno) ed acquistò molte terre nella Marca d’Ancona. Al seguito dei re Svevi giunse nel Regno di Napoli ed ottenne un vasto stato negli Abruzzi, in cui era compresa la terra di Acquaviva dalla quale la famiglia trasse il nome. Antonio Acquaviva ebbe da Carlo III di Durazzo le contee di S. Flaviano e di Montorio  nel 1382, e dal Re Ladislao il ducato d’Atri nel 1393. La famiglia si imparentò con la Real Casa d’Aragona, della quale aggiunse al proprio il nome e ne inquartò lo stemma. Il diritto di aggiungere il cognome, d’Aragona, fu conferito da Ferrante Re di Napoli.

         La famiglia è stata titolare di 164 baronie, 14 contadi, 5 marchesati, 7 ducati e 2 principati ed ha goduto del grandato di Spagna. Molti dei suoi membri si sono dedicati alla carriera militare come generali d’esercito; altri hanno abbracciato la vita ecclesiastica (la famiglia annovera tra i suoi membri anche il Beato Rodolfo) tra cui numerosi vescovi e cardinali. Fra i tanti illustri membri di questa famiglia si ricordano:

-         Rinaldo Acquaviva, considerato il capostipite della famiglia, che ebbe feudi da Enrico VI di Svevia nella regione teramana nel 1195. Lo stesso Rinaldo, unitamente al fratello Fortebraccio Acquaviva (con cui in seguito dette vita al ramo siciliano della famiglia), ottenne in concessione dall'imperatore Arrigo VI (1194-1197) una quota del feudo di Cantalupo. Nel 1303, Francesco Acquaviva acquistò l’altra quota di feudo di Cantalupo del Sannio da Guido Primerano. Non è chiaro se gli Acquaviva perdurarono nel possesso del feudo ininterrottamente fino al 1303, poiché il Masciotta afferma che ne furono privati con l’avvento di Carlo I d’Angiò.

-         Al tempo di Carlo II d’Angiò, Matteo Acquaviva possedeva diverse quote del feudo di Ripabottoni, mentre una sola era in mano a Guidone Primerano. Francesco, successo a Matteo nel 1303, acquistò la quota di Guidone, divenendo padrone, se non del feudo intero, certamente della maggior parte. La famiglia conservò il feudo di Ripabottoni per poco meno di duecento anni.

-         Corrado Acquaviva, nel 1310, acquistò da Giacomo Cantelmo, il feudo di Vastogirardi. Probabilmente, però, i Cantelmo dovettero esercitare i diritti del retrovendendo, poiché il feudo rimase agli acquirenti solo per un ventennio.

-         Antonio (+ 1395 ca.) ottenne da Carlo III di Durazzo le contee di S.Flaviano e di Montorio (1382), mentre dal Re Ladislao il ducato di Atri (1393).

-         Giovanni Acquaviva, nel 1404, acquistò da Antonio di Sangro i feudi di Lupara e Campodipietra. Non riuscendo ad ottenerne la consegna da parte del venditore, nel 1415 (come riferisce l’Ammirato), fu costretto a citare il di Sangro davanti alla Regina Giovanna II “per la restituzione” di Lupara e Campodipietra. Tuttavia il decreto che immetteva l’Acquaviva nel possesso dei feudi fu emanato solo nel giugno del 1419 ed il feudo di Lupara fu conservarono fino all’avvento della monarchia aragonese (1442).

-         Andrea Matteo III (n. 1458, + Conversano 1529), fu uno degli artefici della congiura dei Baroni (1485-86) ma in seguito ottenne il perdono del sovrano e la nomina a Gran Siniscalco. Unì ai feudi del padre Giulio Antonio, quelli della madre Caterina Orsini Del Balzo dei Principi di Taranto. All’epoca delle lotte per il Regno di Napoli parteggiò ora per gli Spagnoli ed ora per i Francesi. Perdette definitivamente il feudo avito di Teramo. Fu amico del Sannazzaro e del Pontano, nonché buon traduttore di Plutarco.

-         Belisario (1464 – 1528) creato Duca di Nardò da Ferdinando il Cattolico.

-         Giovanni Vincenzo (+ 16 ago. 1546) creato Cardinale da Paolo III il 2 giungo 1542;

-         Marcello, (Napoli 1531, Sant’Omero 1617) fu Arcivescovo di Otranto (1586). Fu Nunzio Apostolico presso la Repubblica Veneta e nel 1590 presso i duchi di Savoia dove operò per tentare la loro riconciliazione con l’Imperatore Enrico IV. In seguito rivestì la carica di Governatore e Vicelegato a Bologna (1595);

-         Claudio (Atri 1543, Roma 1615), figlio di Giovanni Antonio, Duca di Atri, fu Gesuita (dal 1567) e generale dell’Ordine per 34 anni dal 1581 e come tale seppe affrontare i vari problemi legati all’espansione della Compagnia. Grazie a lui le missioni in Inghilterra ed in Asia ebbero grande impulso. Promulgò la celebre Ratio Studiorum, con la quale promosse l’attività scientifica e scolastica. Soprattutto intensa fu la sua attività in favore dell’Ordine. Attraverso la promozione degli esercizi spirituali, e la redazione del Directorium e delle Industriae pro superioribus ad curandos animae morbos (1600), contribuì a rinnovare la vita spirituale dell’Ordine stesso. Prese a cuore le sorti degli scrittori dell’Ordine impegnati in varie controversie, che seppe difendere abilmente ed inoltre si preoccupò di salvaguardare la Compagnia di Gesù dai tanti attacchi che provenivano sia dall’interno che dall’esterno. Alcuni gruppi di religiosi scontenti, in particolare spagnoli, tentarono di decentrare il regime in senso nazionalistico, ma la V congregazione generale, convocata da Clemente VII nel 1593-94, che avrebbe dovuto giudicare la condotta di Claudio Acquaviva, si concluse con il riconoscere la saggezza del gesuita.

-         Giulio (n. 1546, + Roma 21 lug. 1574, sepolto a S. Giovanni in Laterano), figlio del duca di Atri, fu creato Cardinale da Pio V il 17 mag. 1570. Rivestì la carica di Ufficiale Relatore del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

-         Rodolfo, Beato (Atri 1550, Cuncolim, Goa 1583). Nel 1568 entrò a Roma nella Compagnia di Gesù e fu ordinato sacerdote a Lisbona nel 1577. L’anno seguente partì per Goa dove insegnò filosofia. Tra il 1580 ed il 1583, fu a capo di una missione alla corte del Gran Mogol Akbar, a Fatehpur Sikri. Tornato a Goa prese la direzione della missione nell’isola di Salsette dove fu ucciso, nel villaggio di Cuncolim, insieme ad altri suoi quattro confratelli. Fu beatificato nel 1893.

-         Ottavio senjore (n. 1560, + 15 dic. 1612) anch’egli figlio del duca d’Atri, fu creato Cardinale da Gregorio XIV il 6 marzo 1591.

-         Giovan Girolamo I (1600 – 1665) fu un famoso poeta, lodato dal Boccalini.

-         Ottavio juniore (n. 1608, + Roma 26 sett. 1674) fu Ufficiale Relatore del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e venne creato Cardinale il 2 mar. 1654 da Innocenzo X.

-         Giovan Girolamo II (1663 – 1709), difese Pescara contro l’offensiva di Carlo VI.

-         Francesco  (Napoli 1665,  + Roma 9 genn. 1725, sepolto in S. Cecilia) creato Cardinale con il titolo di S. Bartolomeo all’Isola, da Clemente XI il 17 maggio del 1706. In seguito ottenne il titolo di S. Cecilia (1709) e di Cardinale Vescovo di Sabina (1724). Già Maestro di Camera d’Innocenzo XII, e nunzio alla corte spagnola, appoggiò il partito di Filippo V, che lo nominò Ministro e Protettore del Regno di Spagna presso la S. Sede.

-         Troiano (Atri 1694, Roma 20 mar. 1747, sepolto a S. Cecilia), creato Cardinale da Clemente XII il 1 ott. 1732, con il titolo di S. Cecilia. Arcivescovo di Monreale (1739), fu amico di Carlo III ed incaricato d’affari del Regno di Napoli presso la Santa Sede, contribuì alla stipulazione del concordato del 1741. Svolse il ruolo d’intermediario nei rapporti epistolari tra Benedetto XIV e Voltaire.

-         Pasquale (n. 1719, + Roma 29 feb. 1788, sepolto a S. Cecilia) creato Cardinale da Clemente XIV.

-         Luigi (1812 – 1898) fu Senatore del Regno.

 

         Dal ceppo principale degli Acquaviva di Napoli, si originarono altri rami, tra cui i seguenti:

-         Acquaviva della Mirandola: ottennero dal Duca Alessandro I amplissimi privilegi. Questo ramo fu detto anche degli Acquaviva-Pichi, ed ebbe il titolo di conte. Si estinse nel 1693 con il Conte Pietro.

-         Acquaviva di Sicilia: questo ramo fu portato in Sicilia nel 1195 dai fratelli Rinaldo e Fortebraccio che militarono sotto le insegne dell’Imperatore Enrico di Svevia dal quale ottennero i castelli e le terre di Giarrattana e Buccheri, tolte ai ribelli Leone d’Atri e Giovanni Leontini. Un Federico edificò la città di Augusta nel XIII sec. sulle rovine dell'antica Centuripe. Fortebraccio figlio di Rinaldo parteggiando per i Francesi fu trucidato con tutta la sua famiglia; sopravvisse solo il suo fratello Luigi, che si sposò in Lentini, dando origine ad una nuova linea.

 Dal XIX secolo s’individuano i seguenti rami:

Ramo dei Duchi d’Atri, di Nardò, di Noci, di Casalaspro e Pietragalla, la cui ultima rappresentante fu D. Giulia (Giulianova 1887, Napoli 1967), figlia di D. Francesco e di D. Maria Zunica dei duchi di Castellina, che sposò D. Giustiniano Petrelli Tomacelli Filomarino, Duca di Monasterace e Principe di Boiano. Dal loro matrimonio nacquero:

a) D. Anna (Napoli 26 feb. 1908 - 5 giu. 2001): ottenne il titolo di Principessa di Cassano per successione anticipata materna;

b) D. Rodolfo (Napoli 11 feb. 1916 - 15 set.1932): con R.D. del 21 luglio 1927 ottenne la successione dei titoli materni;

c) D. Fabio (Napoli 6 ago. 1920 - Metaponto 1 mar. 2003): VII Principe di Boiano, X Principe di Squinzano, XI Duca della Torre di Teverolaccio, IX Duca di Monasterace, X Duca di Cutrofiano, IX Duca della Torre a Mare (con il predicato di Macchia), XII Marchese di Campi (con il predicato di Guagnano e Colle d’Anchise) e IX Marchese di Salice dal 1932, XXX Conte di Conversano, per successione anticipata materna del 20 giu. 1935 (Regio Assenso del 28 giu. 1935, Regie Lettere Patenti dell’11 giu. 1936), XXV Duca d’Atri, XVIII Duca di Nardò, Duca di Casalaspro e Pietragalla, XXII Conte di San Flaviano e Conte di Castellana dal 1967 (successione confermata con Regie Lettere Patenti di rinnovo di Umberto II Re d’Italia del 30 ott. 1972) e X Duca d’Alessano; Cavaliere d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, Balì di Gran Croce di Giustizia dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio e Cavaliere dell’Ordine di San Gennaro.
 

Ramo di Foggia e Giulianova della linea degli Acquaviva Patrizi Napoletani, Nob. dei duchi d’Atri. Ultimo rappresentante fu D. Carlo (Foggia 1894, Roma 1963), figlio di D. Mario Andrea e di Maria Dolores Siniscalco, che sposò a Giulianova Marta Properzj, dalla cui unione nacque D. Fiorella (sp. Carroll Beach).

 

                                                                

Bibliografia:

 

-          Annuario della Nobiltà Italiana, XXX Ed. – S.A.G.I.

-          Città e Paesi del Molise – Regione Molise Ass. al Turismo, 2005 S.E.M. s.r.l. Isernia;

-          Descrittione del regno di Napoli - O. Beltrano;

-          Dizionario Storico Blasonico G. B. di Crollalanza;

-          Elenco Ufficiale Nobilare Italiano 1922;

-          Enciclopedia Biografica Universale – Biblioteca Treccani

-          Famiglie Nobili e titolate del Napolitano - F. Bonazzi di Sannicandro;

-          Il Molise dalle origini ai nostri giorni - G. Masciotta;

-          L'Italia, Abruzzo e Molise - Istituto Geografico de Agostini.

           

 

Altre fonti: 

-          Araldica Vaticana: http://www.araldicavaticana.com/cardA.htm ;

-          Famiglie nobili di Sicilia: http://www.castellammareonline.com/golfo/main3/nobili00.html ;