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La Famiglia Mosca

 

Il documento pi¨ antico che testimonia la presenza del cognome Mosca a Capracotta, Ŕ il libro dei fuochi del 1561, nel quale si legge il nome di Antonio Mosca. Il pi¨ antico rappresentante di questa famiglia, relativamente ai nostri antenati, Ŕ Giuseppe, nato presumibilmente verso la metÓ del 1600 (la prima figlia nacque nel 1685 ca.). Sua moglie era Agnese Castiglione. Ebbero cinque figli: 1) Angela (n. 1685 ca.) spos˛ Domenico Antonio di Maio (+ 1708) da cui nacque Giovanni (n. 1708 ca.); 2) Giovanni; 3) Antonio (n. 1693 ca.) spos˛ Lucia Melocchi[1] (n. 1698 ca., di Gregorio e Apollonia Baccari); 4) Mattia, speziale di medicina (n. 1697 ca.) spos˛ Geltrude del Vecchio di Vastogirardi[2]; 5) Francesco (n. 1713 ca.), sacerdote, economo curato nel 1734 e arciprete dal 1766 al 1773; fu ordinato di prima tonsura dal vescovo di Boiano, mons. Nunzio Baccari, e nei voti sacri dal vescovo di Trivento, mons. Mariconda.

Giovanni Mosca, benestante, locato della regia dogana, nacque nel 1687 ca. La sua casa era in contrada San Giovanni, dove viveva unitamente ai fratelli e dove si trovava anche la spezieria di uno di essi, Mattia. Si tratta dello stesso edificio ancora esistente a Capracotta, ex asilo dĺinfanzia ed attualmente adibito a residenza per anziani. Dai censimenti effettuati nel 1732 (libro dei fuochi) e nel 1743 (catasto onciario), Ŕ possibile fare una stima dei beni immobili di sua proprietÓ: un pagliaio di fabbrica per uso di masseria, oltre 50 ettari di terreni tra cui una vigna di 3100 ordini[3] in territorio di Agnone[4] con rispettiva casa per la vendemmia. Per quanto riguarda gli animali, nel 1732 possedeva una masseria di 1700 pecore, oltre a 15 giumente indomite, 14 buoi, 20 somari e 14 cavalli domati. Nel 1740, la masseria contava ben 6700 pecore. Nel catasto del 1743, invece, il numero scende a 785 (tra pecore e capre), oltre a 85 animali grossi tra cui: 1 cavallo da sella per uso proprio, 15 cavalli domati per uso della masseria di pecore e capre, 14 somari, 12 giumente indomite, 7 buoi aratori, 13 vacche e altre 23 vacche in societÓ con Filippo Baccari. Con loro vivevano e prestavano servizio: Petronilla Governa (n. 1667 ca.) originaria di Sessano, giunta a Capracotta nel 1701; Giulia Mastronardo (n. 1709 ca.) di Agnone, giunta a Capracotta nel 1728; Caterina di Ianni (n. 1669 ca., di Francesco e Antonia Ferraro); Lucia Antonia di Luozzo (n. 1721 ca., di Gioacchino e Isabella di Fiore). Spos˛ Vincenza del Vecchio[5] di Vastogirardi (n. 1693 ca.), figlia di Donato, ed ebbero otto figli, sei femmine e due maschi. Le figlie, ad eccezione delle ultime due (Giuditta, n. 1730 ca. e Daria, n. 1731 ca.) di cui non ho notizie, sposarono i rampolli di altre famiglie notabili del luogo: Agnese[6] (n. 1713 ca.) spos˛ il dottor delle leggi, Amicantonio Pettinicchio, di Gregorio e Leonora Marracino; Vittoria (n. 1717 ca.) spos˛ Carmine di Tella, nipote di Antonio[7] (figlio di Becaduce e Carmina Potena) locato della regia dogana; Marianna (n. 1720 ca.) spos˛ il notaio Amicantonio di Lorenzo (n. 1713 ca.) di Giuseppe (n. 1663 ca.) e Virgilia di Ci˛; Nunziarosa (n. 1721 ca.) spos˛ Domenico Melocchi (n. 1716 ca.), locato della regia dogana, figlio di Gregorio e Apollonia Baccari. Dei loro figli maschi: Felice fu medico, nacque nel 1724 ca. e spos˛ Margherita de Masis, da cui ebbe due figli, Vincenza (+ 1828, spos˛ il giudice Diego di Ci˛) e Giuseppe; Diodato (n. 1728 ca.) fu sacerdote, economo curato dal 1773 al 1774.

Giuseppe Mosca, figlio dei ricordati Felice e Margherita, fu medico come il padre e nel 1819 spos˛ a Capracotta, Maria Nicola Falconi. Dal loro matrimonio nacquero Giovanni Pasquale e Maria Concetta (spos˛ Gianlorenzo Conti, figlio di Giuseppe e Maria Nicola Ferretti). Giovanni Pasquale, invece, spos˛ il 19 marzo 1849, Maria Gioconda Conti (di Bernardo e Lucia Falconi), da cui ebbe Tommaso; questĺultimo nacque a Capracotta il 5 maggio 1859 e fu giudice, consigliere e procuratore generale di Cassazione (di cui fu Presidente suo cugino, Nicola Falconi), nonchÚ noto giurista, rappresentante di Capracotta al Consiglio provinciale (dal 1910, al 1919) e deputato durante il Regno dĺItalia (dal 1909, al 1919). Tommaso morý a Roma il 4 marzo 1927. Aveva sposato Mariangela Conti, figlia di Croce e Maria Carmela Falconi. Il Comune di Campobasso gli ha dedicato una via cittadina.

Altro ramo fiorito in Capracotta Ŕ quello di Liberatore, nato anche lui, come Giuseppe, attorno alla metÓ del 1600 che spos˛ Margherita di Lorenzo (n. 1675 ca., figlia di Giovanni Battista e Geronima dĺOnofrio). Da loro nacque, nel 1697 ca.) Nicola (o Nicol˛), dottor fisico (medico), cancelliere dellĺUniversitÓ di Capracotta[8], famoso per aver raccolto molti documenti antichi, che si trovavano nella casa comunale, nel Libro delle Memorie, scritto attorno al 1742. Nicola spos˛ Agata Baccari[9] (n. 1697 ca.), dalla quale ebbe cinque figli: 1) Camilla (n. 1725 ca.); 2) Caterina (n. 1730 ca.); 3) Rosaria (n. 1733 ca.); 4) Fulgenzia Teresa (n. 1736 ca.); 5) Vincenzo (n. 1739 ca.). Vivevano in una casa di 6 membri e si avvalevano dellĺaiuto di una donna di servizio, originaria di Castel del Giudice, Vita Falcione (n. 1692 ca.).

Tra gli altri illustri membri di questa famiglia, vissuti in epoche successive, si ricordano: Giuseppe, primo sindaco di Capracotta nel 1807 e successivamente nel periodo 1818-1822; Tommaso (1859- 1927); Pasquale (1895- 1960), avvocato e questore a Campobasso nel 1945; Ugo Felice, avvocato patrocinante in Cassazione e promotore della raccolta di alcuni testi storici che attorno al 1970 erano custoditi presso lĺarchivio comunale.

 

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[1] Ebbe una dote di 300 ducati di cui ne ricevette solo 100 consistenti in 50 pecore, un letto, oro lavorato e panna menti.

[2] Ebbero tre figli: 1) Carmina (n. 1724 ca.); 2) Gennaro, speziale di medicina (n. 1729 ca.); 3) Teodorica (n. 1730 ca.).

[3] Un ordine, corrispondeva a 125 mq.

[4] Nel 1732, 1000 ordini di questa vigna erano assegnati in patrimonio sacro a D. Francesco, e altri 200 al suddiacono D. Domenico Carnevale.

[5] La dote di Vincenza del Vecchio*, fu stabilita in 300 ducati, dei quali ne ricevette solo 260, consistenti in un letto, oro lavorato e pannamenti.

[6] La sua dote ammontava a 700 ducati: 100 ducati in contanti, 2 vacche, oro, rame lavorato e panna menti.

[7] Possedeva un a piccola proprietÓ terriera, oltre 2200 pecore, 74 animali grossi.

[8] Il cancelliere equivaleva allĺattuale segretario comunale.

[9] La sua dote ammontava a 500 ducati, ma ne ricevette solo 300 consistenti in: 14 tomola di terreno, oro, rame lavorato e pannamenti.